ROSA? NO, GRAZIE! Preferisco volare in alto e raggiungere "Alte Quote".
Con gennaio le elezioni sono alle porte. Mancano poco più di quattro mesi. Tutti i politici presunti e certi, si stanno preparando per la propria campagna elettorale. Utilizzeranno varie strategie politiche per acquisire consensi tra la popolazione attenta e non sempre allocca. Avranno mille cavalli di battaglia come l’ospedale, le rotatorie, Sant’Elia, il Lungomare, ecc. Già qualcuno ha iniziato da un bel pezzo, altri si inventano problemi che non esistono organizzando manifestazioni che gettano fuoco inutile sulla cenere. Da gennaio l’agone politico della bilancia inizia a pendere a favore di qualcuno di loro, indicando alla fine il nostro futuro sindaco.
Ed è proprio a tutti i futuri candidati che rivolgerò la mia richiesta.
Vi prego, basta con le QUOTE ROSA!
E’ da anni che sento parlare di quote rosa.
E’ vergognoso e discriminante.
Noi donne non abbiamo bisogno delle quote rosa per meritare i nostri posti di lavoro.
Non voglio togliere a questa parola il valore e i meriti che ha avuto in passato. Purtroppo noi donne per emergere in un mondo prettamente maschile e soprattutto maschilista ci siamo anche dovute avvalere di una semplice parola come questa.
E’ recente la scelta di votare una legge per inserire entro il 2012 un quinto e entro il 2015 un terzo di quote rosa nei Cda delle società quotate in borsa.
La riporto qui di seguito:
“Il 28 giugno l'aula della Camera ha approvato con voto bipartisan (438 Si 27 No e 64 astenuti) in via definitiva il disegno di legge sulle cosiddette 'quote rosa' nei consigli di amministrazione delle societa' quotate e delle controllate pubbliche non quotate. Il testo, arrivato in terza lettura alla Camera, è già stato approvato con larga maggioranza al Senato. Cosa prevede la legge? I consigli di amministrazione e gli organi di controllo delle società quotate dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo a partire dal 2015. Le norme entreranno quindi a regime nel triennio del mandato 2015-2018. Il meccanismo sanzionatorio prevede dapprima una diffida in caso di inadempienza seguita, entro 4 mesi, da una sanzione pecuniaria (tra i 100 mila euro e 1 milione di euro per i cda e da 20 mila a 200 mila per i collegi). In caso di ulteriore inadempienza nuova diffida e dopo tre mesi, decadenza del cda.”
Mi chiedo come sia possibile che nel 2012 sia ancora necessario adottare strategie del genere e addirittura ricorrere ad una legge per consentire a noi donne l’ascesa ai vertici di traguardi quasi esclusivamente maschili.
Magari avremmo raggiunto comunque l’obiettivo più avanti, senza macchiare il nostro buon nome con questa semplice ma discriminante parolina, usando soltanto le nostre forze e capacità professionali, che saranno comunque usate, ma messe senz'altro in dubbio da questa legge.
Sono mai esistite, per caso, le QUOTE AZZURRE?
No, non ve n’è stato mai bisogno.
Durante le passate campagne elettorali mi è capitato spesso di ascoltare il politico di turno che dal palco manifestava con orgoglio, asserendolo, di essersi avvalso sulle sue liste di molte presenze femminili, perché riteneva giusta l’integrazione delle Quote Rose, magari al di sotto dei 35 anni e di bella presenza.
Oddio! Ma vi rendete conto?
Ho sempre avuto una grande pietà di questi politici, ma soprattutto di quelle donne che hanno accettato questo compromesso, pur di farsi avanti in politica. Erano diventate uno dei loro cavalli di battaglia e non necessariamente erano state chiamate in causa per i propri meriti e le proprie capacità. Erano soltanto un numero di quelle necessarie quote rosa che in quel momento occorrevano ed erano tanto di moda.
Perché?
Perché il mondo ha capito che la sensibilità femminile si avvicina alla gente comune e la gente comune è stanca del solito politico distratto, del politico che non gliene frega nulla del futuro dei loro figli. Perché è risaputo che le nostre capacità amministrative si avvalgono di quella stessa praticità che occorre a una donna per portare avanti la famiglia.
La nostra sensibilità, la nostra praticità unite alla nostra preparazione ci consente di eccellere.
Auguro, pertanto, a tutte le donne che s’impegneranno in questa tornata elettorale di non cadere in questa trappola maschile e di meritare il risultato che otterranno.
"MERITOCRAZIA"
deve essere la parolina che ci dovrà sempre distinguere e non “quote rosa”.
Loid